mercoledì 1 agosto 2012

Quando arriva la crisi (parte II)


Il massimo dell'inettitudine il sabato sera, prima del cinema e senza volere bere 4 bottiglie di vino che non mi saranno pagate, è andare al Mcdonalds. Chiunque sia sull'orlo del suicidio o nel baratro della droga se va un sabato sera al famoso locale si loda dei propri fallimenti. Ne esce speranzoso. C'è un massa di gente indecifrabile. Certe facce da milanisti sono riconoscibili ad occhi chiusi. Per alcuni sembra che la partita del pomeriggio sia stata la finale di coppa Uefa. O più un simile colpa del Nonno. Ma non so resistere al trash Usa. Per non farmi mancare niente mi faccio una vasca corta anche all'annesso centro commerciale. In chiusura. Non mi fanno entrare al reparto tecnologico e dò in escandescenze perché devo vedere se c'è un'offerta (tarocca) sull'I-Pod. Alcune coppie mi guardano schifata. Peccato che non siano celebrities di memorabile bellezza. La crisi sta arrivando. E' già conclamata ma è silenziosa.
Arrivo al cinema.
Il multisala si trova sopra una caterva di negozi. Un simil centro commerciale. Per mia fortuna i suddetti hanno già chiuso se no potrei spendere per consolarmi della crisi. E' qui la sento. Non bussa ma entra lo stesso.
Anche qui simil coppie che si accingono alla cena o alla mia stessa sala di cinema. Una che conosco per via traverse la incontro nell'estasi che è suprema dell'amore. Però noto una certo grasso che cola della Lei amata e mi dico "è sposata da 4 mesi e non è incinta. Meglio che non mi sposi o al massimo con un chirurgo plastico".
Eppure mi sforzo di sorridere in questo mondo infamone. Persino alla ragazza che mi strappa il biglietto ma non mi saluta. O si sbaglia e mi dice buongiorno?
Entro in sala dopo un viale stile privè che ha un che di sconvolgente. Il film dovrebbe cominciare quasi subito ma non c'è nessuno. Ma poi la fauna da film scanzonato/impegnato arriva. Coppie carine da giovani a più mature. Compagnie di amici/amiche ma soprattutto amiche. Gay pochi. Omofobici credo zero dopo che ad un altro film del regista gay su gays un signore fu schifato di baci maschili e inveiì contro lo schermo (ma nessuno gli aveva detto che era un film un pò da froci).
Dopo un'attesa che pare infinita il film ha inizio.
E' carino. Niente di sconvolgente. Ci sono delle apparizioni dal passato. Ad un certo punto il protagonista organizza una cena per quello che crede il suo grande amore. Fa la spesa per un reggimento. Imbandisce una tavola che neanche ad un matrimonio.
Il suo lui arriva ed è un attore di straordinaria fighezza. Potrei anche imparare a cucinare per uno così bello. E che il regista mi metteva Alvaro Vitali? Che forse però avrebbe fatto più ridere... Bè insomma viene fuori che il cuoco amoroso è un simil stalker....Gentile per carità....ma il figaccione si avvicina a lui e gli urla in faccia un disprezzo totale. Del tipo lasciami in pace è la cosa più gentile. Non so quante volte abbiamo ripetuto la scena ma lo stalkerizzato è proprio credibile.
Io tiro fuori i fazzoletti perchè comincio a piangere all'istante. E' scoppiata definitivamente la crisi e non si sa quando ci riprenderemo. C'è chi dice il 2013. Problemi di Pil.
Non so io non amo molto i Muse. Ma c'è quel video dove la gente scoppia a piangere e mi viene alla mente...

Quella scena mi fa stare male non poco. Altre ce ne sono che mi fanno fare la fontana di Trevi. Come disse Billy Crystal "Stamattina mi è finito il dentifricio e sono scoppiato a piangere".
Quella scena mi fa ricordare qualcosa di simile e di molto sprezzante di un fu amore che credevo amore e non era neanche un carretto dei gelati. E mi manca Santo Dio.
Poi il film finisce e vado a casa. E in macchina continuo a piangere come un salice che sono.
Il primo che mi mette su Minuetto lo brucio vivo
.

La storia di Minuetto:
Come tutti sanno (non lo sapete? asini!) questa canzone fu scritta dal Califfo in persona per Mimì Martini. Racconta la storia di una vetrinista della Standa (che chiameremo Monica per evidenti motivi di privacy) che riesce con molti sacrifici ad affittarsi un appartamentino vicino al centro. Ha una storia clandestina con il ragioniere della famosa catena di negozi low-cost. Gli antesignani di Zara e Mango. Purtroppo il ragioniere (che per ovvi motivi di privacy chiameremo Gino) è sposato e con figliolanza e si approfitta solo delle arti amatorie di Monica. Monica ahilei lo sa. Lo aspetta e gli prepara favolose cene. Ma Gino è un maiale e arriva di solito a ora tarda e la possiede sul tavolo della cucina e quindi la cena va a farsi benedire. Monica non ha l'i-pod o il cd portatile (evidente epoca anni '70 in cui forse non c'era ancora il walkman) e non può neanche piangere in metropolitana ascoltando i Pooh.
Poi dopo tanto piangere e tanti piatti spaccati Monica trova Pino il fidanzato ideale e respinge con forza le avances di Gino. Che senza tristezza si butta sulla cassiera Paola. O con chiunque abbia tette...
Ma Monica mentre fa all'amore con Pino pensa ancora a Gino e sbaglia i nomi. Ma il fidanzato non se ne accorge perchè è giusta una consonante.

lunedì 23 luglio 2012

E mi parli di un feedback insieme (ma continua...)


Il concetto di vacanza è l'assoluto pensare in due modi, a mio dire:
Fingere di stare sull'isola di Caprera alla Pivieri e scrivere la Settimana Enigmatica ascoltando solo Sergio Endrigo.
Partecipare ad orgie di birre e ragazzi compiacenti. Ballando la pizzica in malo modo con forte disprezzo. Perchè la pizzica sta ai balli lisci di emiliana memoria...
Sono nera e piuttosto incazzata. Non mi vesto di nero sia chiaro per palesare un finto lutto. Sono quasi distrutta dentro ma sono sempre vestita di colori chiari che aiutano. Poi se devo deprimermi di certo ma con eleganza metto su Brian Eno.
Odio lui il bel nefasto. Ma almeno quando si celava sotto un probabile mistero aveva quel fascino. Odio lei l'amica. La saggia. La saggezza dei mie stivali. Quella che da i buoni consigli da buonista. E poi mi dice "tanto sai che è fidanzato no?" No io non lo sapevo e avrei gradito non saperlo! Se no te l'avrei chiesto che dici? Prima mi dici che tiene famiglia e poi mi dici che è accompagnato. Accompagnato da chi? Dalla mamma a scuola perchè è stato malato? Accompagnato dal padre al bordello negli anni 50 prima che li chiudessero per l'iniziazione?
Però poi io immagino delle storie su queste mezze frasi d'amica. E quei consigli che funzionavano come la dieta della Dottoressa Tirone.
Ah proposito della Dottoressa? Ma è veramente morta? O semplicemente ha cambiato identità?
E quelle mitiche frasi da amicona "ah non andare con certi tipi che prima ti usano e poi ti buttano?" Ma perchè non potrebbe essere il contrario che io li uso....Si li uso poi qualcuno da fuori la stanza inizia a farmi una serenata con Minuetto...Sono già stata più che esplicita che quella canzone nessuna la deve suonare mentre sono nelle vicinanze.
Però ho già fatto un quadro preciso della mia situazione. Amo troppo mettermi lì e pensare a cosa farò. Bè sarò semplicemente me stessa.
Poi mi sovviene che lui mi disse "Innamorati di uno bello che ti spezzerà il cuore e poi torna da me"
Ma il cuore me l'hai già spezzato tu...Lo so che un giro all'English School me lo farò. Lo so che non ci sarai. Lo so che mi apparirai per dirmi "Hai visto?
Questi fantasmi.


continua...

domenica 24 giugno 2012

Arrivano le zitellone. Le singols che fecero l'impresa. Vivere senza un pisello ardito fisso.

Amica "Ma ti vedo un pò penserioso....che hai?"
Amico " Ma sai....trombo solo due/tre volte a settimana sono un pò poche"



E come dice il mio collega: Intanto i cani stanno per strada a piangere... La carne a buttare.
Voi donne sempre con il mal di testa.
E il mal di testa da uomo dove lo vogliamo mettere? E fidanzate respinte nel momento d'inizio passione?
E fidanzate che potrebbero tradire chi non le tromba da tempo immemorabile e non lo fanno per potersi guardare allo specchio? Ce l'ho!
E come risposta ci si mette all'ingrasso come maiale da terra. Si prendono sul serio 10 chili.
Il due di picche ad una donna esiste.
E' così che si fanno i soldi sedicenti psicologi e terapiste da strapazzo.
Poi tiri fuori quell'infausto libro....Quel manuale tragico chiamato "Donne che amano troppo".
E ti ritrovi in certi passaggi.
Perlomeno come zitella ardita e arditevole, ho sempre fatto gesti romantici e storici. Che ne so portare la colazione a colui che mi aveva appena mandato a cagare. Poi se l'è magnata prima di chiudermi la porta in faccia. Almeno non l'ha chiusa sbattendo e io ero troppo lontana per un contraccolpo stile "I Jefferson". Quel piccoletto nero sbatteva sempre in faccia la porta al gentile dirimpettaio inglese che lavorava alle nazioni unite.
Poi divento improvvisamente generosa nel corteggiamento. Ad uomo non puoi che regalare una Polo Ralph Lauren o una Fred Perry... solo quelle. Al resto non arrivi. Sogno di andare con colui che potrei amare a fare shopping in eleganti negozi maschili. Lui Julia Roberts. Io Richard Gere. Però paga lui.

Ho appena passato quel paio di giorni a fare la vallata di lacrime. Giorni del pre-ciclo che non sei più tu. Una sosia perfetta si cela sotto mentite sfoglie al posto tuo. Non fa che ripetere "Sono brutta e sfigata. Non mi ha mai amato nessuno. Non ho soldi per andare all'agenzia matrimoniale!"
Poi appena passa quel lungo momento tutto fazzoletti Tempo e cioccolata....I pensieri cambiano:
"Entro ancora nella gonna di seta di 12 anni fa. Ho visto gli Smashing Pumpkins in prima fila nel 1996. All'Hilton nel 1997 ho visto Ed O'Brien. Ho parlato con Roberto Angelini ma non l'ho potuto salvare dalla sua relazione con Claudia Pandolfi. Posso mettermi in topless a trent'anni passati da un pezzo".
Il fidanzato serve in determinati momenti. Quando sei single non vedi la luce. si presentano tutti ad attentare alle tue virtù quando ti sei appena fidanzata. E ti tocca dire di no. C'è chi dice no.
Non c'è una soluzione. Bisogna nascerci singles brillanti. Non come le tipe costrette ad un tavolo di bar con altre zitelle poco erotiche. Non sono così. Mi vesto giovane. E al bar ci vado da sola non aspetto le amiche anziane catturone.
Io mi metto in un angolo e osservo. Devo scrivere. Vi vedo tristi donne neo melodiche.
Ma perchè non cambiate playlist in macchina? Perchè non ascoltate bella musica su un i-pod anche tarocco? Che ne so Spritualized, Dente e le Hole? Perchè non iniziate a scrivere? Perchè non leggere Capote?
Quindi a parte il preciclo che può gettare nella disperazione più completa anche la femminista più incallita io dico: Per salvarsi la vita. Rimaniano con noi stesse.
L'amore è bello nei film e nei video anni '80. E' un mood. E' un pensiero travolgente. Ma passati i momenti della caccia alla volpe dopo che ci si è conquistati è finita l'emozione.
Non mi porterai fuori. Mi ci porterò io. Non mi verrai a prendere alla stazione. Mi porterò io un treno di valigie. Pazienza. Ma non ti offrirò da bere. Faremo alla romana.


La vita dovrebbe essere questa canzone. La spiaggia, stereofonia, qualcosa bere e tanti essere umani in Sundek.

So why don't we,
ah, why don't we?

domenica 17 giugno 2012

Parla quel parlare Dear.

Non c'è scampo. T'immagino che ti maceri tra dischi di Nick Drake. Non sarò mai la tua Pink Moon. Poi pero mi dicono che tu sia a Bisceglie. Il sogno proibito delle discoteche. Come recitava il jingle di Italia Network. Poi ti becco a ballare la samba alla sagra della frisella a Bisceglie. Ti scateni pure al karaoke. Però canti "Ancora". Ma quanto puoi avere bevuto?
E io depilata, profumata e mascherata che mi offrivo a te. In pose lascive sul letto Ikea. Ma tu non mi guardavi. C'era la partita alla tivì.
Mi dicono gli uomini. Non occuparti di calcio. Non ne capisci. Pensa ad imparare a cucinare che i maschi si prendono per la gola.
Ma se allo stadio ci sono anche un sacco di anzianotte signore che sanno cos'è un fuorigioco che io neanche l'ho intuisco se me lo spiega Sacchi.
Sono sempre tifosa dalla parte sbagliata.
Ricordo quel momento. Proprio una scenetta che denota la mia inettitudine di antica memoria.
Stadio strapieno. Odore di sfida salvezza. Pare un concerto del Boss. Io arrivo in taxi per darmi un certo tono e perchè non sono in Emilia dove certi stadi sono in centro. Ingaggio una simil dialogo con il tassista. Sono riposanti le conversazioni di questo tipo. Prima che ti arrivi il salasso del pagamento. Mi metto in coda per un biglietto. Vedo un sacco di girlfriends che accompagnano vili fidanzati. Ma paiono più interessate ad scartabellare un ingenuo I-Phone (erotico e gioioso). Arriva il mio momento. Chiedo al bigliettaro quale sia la curva più tranquilla. La Sud. 5 euri. Dio sia ringraziato. Recupero l'abbodante cifra che ho già investito nelle mie sciagure.
La curva Sud richiede una passeggiata infinita.
Al gentile pubblico che leggerà queste righe faccio intuire cosa è successo nel frattempo. Si apre un televoto. Immaginate a vostro piacimento dove stia la realtà.
Scena 1
Son lì con le cuffiette che cerco il pezzo adatto. Occhiale da sole. Ma vedo benissimo che mi si para in lontananza lui. Lui il mio grande amore. Il mio spleen. Il mio dolore. Lui che non risponde e io che mi giro mezza italia per tentare la sua vista. Lui mano nella mano con una tipa. Bionda. Piccola. Cerco di avvicinarmi senza farmi notare. Ma mi sto trasformando in donna di pietra. Vorrei avere una simil ascia per staccargli le capoccie del menga che si ritrovano. Ho un mal di stomaco indecente. Sto male....Probabile che la pressione mi sia salita alle stelle. Vorrei urlare. Fermati mondo.
Chi è lei? Perchè non sei con me?
Non si sta più sugli spalti come sull'arcobaleno.
Scena 2
Salgo le scale della curva Sud. Bell'atmosfera. Intere famiglie. Bestemmie meridionali. Birrette poco fresche in bicchieri di plastica. Chiedo al fu gentile amore "Sei in curva Nord?" Sms profetico di risposta "Spiace dirlo ma sto andando a Torino!"
Tutti urlano accanto a me. Sono seduta. Cerco di reggere il colpo. Ci vorrebbe un urlo isterico prolungato e un'interruzione della partita. Anzi rimandata. Lasciatemi piangere. Lasciatemi scrivere che il suo funerale sarà in Piemonte. Ho una simultanea apparizione di terapista, estetista e parrucchiera.
Ora ho bisogno urgentemente di un pacchetto di sigarette.

Il tassista che mi preleva dallo stadio ha il navigatore in macchina ma imbocca un senso vietato.
Odio questa città. Odio questa terra. Odio il mondo.
Odio questo alloggio dove sento parlare gente simil colta in perfetto italiano. Però vi stimo in un certo qual modo.
Non ascolto musica. Me ne sto semplicemente a guardare il soffitto.
Penso che mi porterò in macchina da sola. Penso che non ti penserò. Penso che potrei venire sotto casa sua e sfasciarti la macchina. E penso che l'omerta dei condomini mi aiuterebbe.



Ho sbagliato strada e mi sono ritrovata alla Fiera del Levante.

giovedì 14 giugno 2012

Quando arriva La Crisi. (Parte I)

E' la fine della crisi. I giornali lo stanno dicendo da quando è scoppiata. Piovono personal computers sui brokers e sui capi di non ben note aziende.
Ma è un sabato di marzo.
Il Milan gioca a Parma. Ingaggio una timida scaramuccia con milanista in trasferta con famiglia.
Ricordiamoci quando ero Milanista e non riuscivo a scegliere tra Costacurta o Maldini. Voi ingrati tifosi che avete fischiato il capitano. O che ancora sentite la mancanza del sor Marco Van Basten.
E' quello che lo rende invicibile e bello per sempre. Il Van.
Quel sabato a Parma è arrivato pure il Silvio. Dice che sono anni che non segue il Milan. Mi fa piacere che venga in una cittadina in cui perderà da qui a qualche mese. Forse se fosse riuscito ad avere Grillo a Mediaset le cose sarebbero andate diversamente.
Mentre passeggio con amica e cane a seguito incontro pure un conosciuto Milanista. Mi dice "Ha segnato Ibra". E che sarà mai? Ricordo ancora di averlo trovato simpatico negli spot Sky. O Mediaset Premium? Forse Sky. Murdoch ha foraggiato meglio quel vile mercenario. Vedete che non esistono solo puttane donne con seni rifatti e labbroni calibrati?
La devo smettere di fare la romantica del calcio. Tanto di gioco non ho mai capito molto. 15 persone hanno cercato di spiegarmi cos'è un fuorigioco e ancora non l'ho capito.
Le ragazze non vanno allo stadio a bere Caggè Borghetti o birra annacquata. Al massimo entrano al Bar Rustici e si accorgono che il Parma batte Napoli (fuori casa) per ben due gol
Faccio due conti. Arrivano le sette di sera. E' un sabato in cui non c'è nessuno per un bicchiere di vino o per altro. Non mi aspetta che un cinemino senza compromessi. Per combattere la crisi imminente prendo un biglietto al primo spettacolo della sera. Banali terapie d'urto.

Signori e Signore la crisi continua.


mercoledì 6 giugno 2012

malaria d'ammore.

Non è certo facile vincere una delusione d'amore. C'è chi si ubriaca. C'è chi se ne frega. E c'è chi s'indentifica in Adele Hugo e perde.
Io l'Adele Hugo di sta minchia e di sti ciufoli.
Facevo troppo ridere. Io che volevo fare l'eroina romantica e tutti mi dicevano....fai cabaret. O vai a Sarabanda che qualche canzone la sai. E' la base da karaoke che mi frega.
Però a pensarci bene quando superi il momento figlia di scrittore famoso perdutamente innamorata di un tipo che manco ti ha in nota, in quello stesso momento è l'ora di sistemarsi comodamente in poltrona con un drinkino e godersi la vittoria.
E capisci mentre sorseggi un calice di Tavernello (in casa non c'era che quello) che la sofferenza romantica l'hai cercata per poterla scrivere. Per quelle benedette apparizioni di ex, amici, terapista e spiriti guida.
Se ti cagano non scrivi.  
Troverete innumeverevoli episodi su amori mai iniziati, amori sotto casa di qualcuno, amori alla stazione che nessuno viene a prenderti, amori allo stadio che lui forse è nell'altra curva.
E tanta musica. Tanta mitizzata stereofonia per la strada che accade solo nei video o nei films e non in questa dura vita reale.
Spero di farvi ridere come io ho pianto tutti i venerdì.
A mood for a life, for your life.



lunedì 16 aprile 2012

A mood for a life

Si pensa spesso che nella propria vita non è successo niente di particolare. Poi rifletti. Invece è successo tanto.
Quindi scrivo. E sono.
Di Amore.
Di Veleno.
Un mood per la vita.