giovedì 26 marzo 2020

SILENCE IS EASY

Gente spaventata dal silenzio.
Gente che deve stare in casa.
Gente comunque.

Ma la solitudine che mi tocca la coltivo come un fiore. Una quercia.

Ricordi di quanto mi ha fatto male la solitudine quando avevo un bisogno necessario di amici o finti amici.
Quanto faceva male aspettare che qualche figlio di troia si degnasse di un cenno nei miei confronti.
E io lì a fare da tappetto grinzoso a chiunque.


L'insicurezza mia sicura compagna.
Però poco tempo fa all'ennesimo inutile che mi sono fatta piacere è scattata la salvezza con la Esse maiuscola come il mio nome.

                                                                   INDIFFERENZA

Ho capito che non ero capace di amare ma neanche m'importava più di tanto.
Ci ho girato intorno dai 17 anni in su. Anche se l'avevo capito intorno ai 12 anni.
Ho capito che volevo disperatamente compagnia ma che da sola ce la potevo fare.
iNDIFFERENZA COME SENTIMENTO GIOIOSO.

Sia benedetta questa solitudine imposta.
Sia benedetto il silenzio.
Sia benedetta la campagna intorno che mi fa sorridere.

Ai figli di troia e alle figlie di puttana: camperete tantissimo non preoccupatevi.

E sarà più ridolini le prossime volte. Perchè di risate c'è sempre più bisogno.


domenica 27 ottobre 2019

Ecco era un venerdì sera ma non troppo sul tardi. Rientro a casa.
All'epoca di qualche anno fa amavo ancora passeggiare per il centro città.
Prima di tornare a casa mi ero in più beccata in un noto bar anche la mia capa che ancora non sapeva che il futuro marito sarebbe diventato ex in un battibaleno. Doveva paggiarsi con l'amica scozzese sposa di un facoltoso uomo di città. E io dovevo ricorrere a certe innocenti bugie che ammazzavo il tempo di un drink prima di andare a cena con certi amici.
Ma dove erano i miei amici quando ne avevo bisogno? Forse in realtà non c'era così bisogno. Mi piaceva uscire sola ma questa parola ancora provoca sgomento. Solitudine, malattia da cui non vuoi farti contagiare. Sfigata quindi sola.
Fortuna che per me sola ha sempre avuto un'accezione positiva.
Insomma le tizie se ne andranno a cena con amici o amanti poco importa. Io invece me ne torno a casa con quel pensiero che mi addolora. Di quello stronzo di quel chi ta murt.
Che il napoletano dialetto è un vezzo alla volgarità.
Che quell'inutile omuncolo mi ha lasciato come si lascia un'amante o una fidanzata prima di sparire a comprare le sigarette.
Con una letterina quasi sincera quasi sentita che ne so.
E badate. Io ho finto di avere una cotta per lui. Si bello e tutto quello che vuoi.
Amatore quanto basta ma senza farmi strappare le mutande.
Ma si parlava delle cose che ci piacevano fino a tarda notte sulle linee della chat e mi faceva tanta tanta compagnia.
Ma si poteva essere una cotta mitizzata tanto a me cara. Pensavo ci saremmo visti raramente ma avremmo sempre continuato a parlare. Non più assiduamente però qualcosa si.
E mi ritrovavo a casa come un cencio di lacrime con la voglia di dirgli che mi mancava. Ma non perché ti amo. Ma fossi pazza.
No il gelo era calato. Non potevamo più sentirci ed era una sua decisione.
Piagnucolavo e mi facevo anche abbastanza schifo perché per ogni inutile che incontravo finivo a quei livelli di Adele Hugo moderna.
Adele scriveva. Questo omuncolo aveva un grandissimo merito.M'ispirava a scrivere.
Così come faccio adesso dopo tanti anni.
Ma è una grande cosa.
Piansi per un po nella mia stanzetta in silenzio di nascosto. Non sarebbe stato l'ultimo. Ma ci sarebbe stata una lunga serie di inetti che mi facevano sentire inetta.
Però quando ripenso a quei momenti ora a distanza sento che erano mitici. Che qualcosa di sentimentale in me c'era ancora.
Non gli scrissi proprio a sto sfacimm di uomo di merda.
Poteva stare tranquillo che neanche l'avrei salutato per strada se l'avessi incontrato.
E anche quella sera ho rimasta sola.
E tanto per citarmi quando mi scrisse quella letterina io gli risposi.
Ad oggi non ricordo cosa gli scrissi. Ho cancellato tutto. Il passato mi piace ricordarmelo nella mente. Ma la frase finale delle righe recitava una cosa come "mi sa che non è un arrivederci a questa sera"
Consiglio sempre di incontrare qualche blando stronzo per poter essere ispirata a blog senza pubblico o diari con lucchetto.
Ma anche de il manifesto della lavandaia.
Ora vi lascio che vado a bucare le gomme del vicino.
A presto. Minaccia o cortesia?

giovedì 6 settembre 2018

L'AMICA MIGLIORE (storpiando tiepidi romanzi alla moda)

"A me un mondo così fa cagare - cit. Mario Adinolfi"

Fin da piccola desideravo stare da sola. E finalmente alla soglia delle 40 primavere l'ho fatto. Troppo tardi too late for me*.
Vivere sola è il mio sogno fin da infante ma tendo a ripetermi. E' stata la magic America* ad ispirarmi. Da quei telefilms a colori in qualche metropoli alla New York tutti vivevano soli e uscivano bellamente dopo il lavoro a caccia di avventure. Così anche il caro Patrick Bateman.
Immaginavo di portarmi a casa avventure storiche o semplici bidoni.
Così è stato.
Avevo capito ciò di cui avevo bisogno. Poter dare all'aria alla pancia come da desiderio impellente.
Potevo mangiare a qualsiasi ora.
Potevo piangere quando volevo.
Potevo parlare analizzandomi in ogni occasione.
Ciò che non mi era chiaro è che sola sarei stata sempre.
Quella orribile realtà che quando hai bisogno di un caro amico ma anche di un semplice prete spretato c'è il vento gelido.
E questi orrendi telefoni che ci hanno fatto condannare alla solitudine. Tranne pochi momenti felici in cui ti dimentichi che lo possiedi perché sei con una persona che ti piace o con gli amici che ti fanno stare bene.
E' un mondo che fa schifo un mondo che ha rinunciato a stare un pò solo senza fare danni.
Ma adesso urge fare altro e tristemente saluto.
Ma che non sia un nuovo inizio per questo piccolo diario del cuore.


Ascoltando il testo ho capito un sacco di cose di me. Ecco a voi shame.


domenica 25 gennaio 2015

Il giallo del bidone giallo. Ovvero come diceva il saggio se ti cacano non scrivi.

Ah l'amore che strappa i capelli è perduto ormai. Con questo sound da Gino Paoli giusto per offenderti caro o non caro Fabrizio ti ringrazio per la poesia. Ebbene si in una giornata di pieno inverno con una luce simpatica metto su un disco di Fabrizio e reggo circa 5 minuti e poi basta Fabrizio. Basta!
Invece oggi chiamerei tutto il resto bidone che dai e bidone che prendi.
Ma non è un problema. E' giusto incassare senza aver pagato.
Mi sovvengono scenette storiche come non so i saluti a pasquale di un secolo fa e io bidonata che sogno di andare in un bar all'americana e bere martini senza oliva su martini macchiati con un barista compiaciuto che ascolta le mie cazzate di femmina gentile e premuroso per farmi spendere.
Il senso della vita in un bar.
E giuro che sarà ancora malata sopra tutti i bars.
Invece quella sera grazie a Pasquale rischio di dormire allo Spip in un capannone fetido ma aggancio un passaggio per il centro città.
Niente da dire che poco dopo io e Pasquale ci siamo amati tantissimo tra una canzone dei Nomadi e un vaffanculo.
Ma il bidone è come la pochette nel taschino di una bella giacca fatta su misura di qualche signore che ti ha già dato un bidone.
E' blasè. E' una posa quello che viene dopo. I perché e le mille supposizioni.
Ma pensa se io non avessi preso neanche un bidone.
Sarei già sposata con figli.
Quel Dommage.

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",  (no per favore lasciami se no poi non posso scrivere)





https://www.youtube.com/watch?v=BRDBvKGc1fE






https://www.youtube.com/watch?v=WGDw2_jseTE



















domenica 16 giugno 2013

Le Eroine Romantiche (e sia la notte scorsa ho sognato che Sara Tommasi mi amava) Parte Uno. Anteprima della fine.

Che botta.
No, Non ho tamponato.
Il tassista compiacente mi ha aspettato al quartiere simil Bicocca milanese dopo che Vincenzo Amato o Amato Vincenzo, come preferite, mi ha dato un due di picche grosso come il suo quartiere.
L'amarissima ironia più amara è che io sapevo che sarebbe finita così, ma spinta da un incantesimo che non ha niente di napoletano son partita per il quartiere simil Bauscia. Chissà come si chiama. Comunque la via, per chi fosse interessata, è Sperlonga n.22 piano settimo interno D.
Per prepararmi a questa disfatta clamorosa ho fatto le seguenti Cazzate (proprio con la C maiuscola).
- son partita per terra lontana dopo un licenziamento per niente intelligente trascinandomi valigie pesanti e i risparmi di una mezza vita, pochi visto che ho il buco nelle mani.
- prendo spazio in un albergo a 4 stelle perché i poveri vogliono sempre posti cari, chic che non si possono permettere.
- nell'ordine ho fatto una lampada, ceretta perfetta, piedi, capelli, trucco indelebile stile sposa ma naturale.
- vestito corto vedo e non ti vedo e tacchi cm 10.
- comprato torta al cioccolato con zucchero sopra e disegno con cuore (la preferita a suo dire di Vincenzino non mio).
- Preso taxi per andare in Sperlonga Street. Il mio albergo dista almeno 20 km da casa dell'Amato. Però la mia unica fortuna che il tassista, tale Corrado,  mi corteggia banalmente da sposato che è. Porta una fede che mi acceca da tanto che è grossa, I tassisti son gente di mondo anche in Terra Santa e non portano foto di San Crispino chiunque lui sia o dei figli o della moglie.
Comincia a fare il curiosone della situazione e io vorrei raccontargli la storia della mia vita e di Vincenzo (che per altro non so). Io rispondo tipo mi, si o ni e sto zitta perché ho troppa tensione. Corrado colpito dalla mia cocente bellezza (il trucco e i capelli fatti bene fanno miracoli) ammicca come un polipone fra le patate. Anzi vorrebbe portarmi in camporella come tutti gli altri polipi viscidi che ho incontrato in vita mia. Ma mi manca il limone sulle cozze : Vincenzo Amato o Amato Vincenzo.


http://www.youtube.com/watch?v=FCpSgJQLk00


mercoledì 1 agosto 2012

Quando arriva la crisi (parte II)


Il massimo dell'inettitudine il sabato sera, prima del cinema e senza volere bere 4 bottiglie di vino che non mi saranno pagate, è andare al Mcdonalds. Chiunque sia sull'orlo del suicidio o nel baratro della droga se va un sabato sera al famoso locale si loda dei propri fallimenti. Ne esce speranzoso. C'è un massa di gente indecifrabile. Certe facce da milanisti sono riconoscibili ad occhi chiusi. Per alcuni sembra che la partita del pomeriggio sia stata la finale di coppa Uefa. O più un simile colpa del Nonno. Ma non so resistere al trash Usa. Per non farmi mancare niente mi faccio una vasca corta anche all'annesso centro commerciale. In chiusura. Non mi fanno entrare al reparto tecnologico e dò in escandescenze perché devo vedere se c'è un'offerta (tarocca) sull'I-Pod. Alcune coppie mi guardano schifata. Peccato che non siano celebrities di memorabile bellezza. La crisi sta arrivando. E' già conclamata ma è silenziosa.
Arrivo al cinema.
Il multisala si trova sopra una caterva di negozi. Un simil centro commerciale. Per mia fortuna i suddetti hanno già chiuso se no potrei spendere per consolarmi della crisi. E' qui la sento. Non bussa ma entra lo stesso.
Anche qui simil coppie che si accingono alla cena o alla mia stessa sala di cinema. Una che conosco per via traverse la incontro nell'estasi che è suprema dell'amore. Però noto una certo grasso che cola della Lei amata e mi dico "è sposata da 4 mesi e non è incinta. Meglio che non mi sposi o al massimo con un chirurgo plastico".
Eppure mi sforzo di sorridere in questo mondo infamone. Persino alla ragazza che mi strappa il biglietto ma non mi saluta. O si sbaglia e mi dice buongiorno?
Entro in sala dopo un viale stile privè che ha un che di sconvolgente. Il film dovrebbe cominciare quasi subito ma non c'è nessuno. Ma poi la fauna da film scanzonato/impegnato arriva. Coppie carine da giovani a più mature. Compagnie di amici/amiche ma soprattutto amiche. Gay pochi. Omofobici credo zero dopo che ad un altro film del regista gay su gays un signore fu schifato di baci maschili e inveiì contro lo schermo (ma nessuno gli aveva detto che era un film un pò da froci).
Dopo un'attesa che pare infinita il film ha inizio.
E' carino. Niente di sconvolgente. Ci sono delle apparizioni dal passato. Ad un certo punto il protagonista organizza una cena per quello che crede il suo grande amore. Fa la spesa per un reggimento. Imbandisce una tavola che neanche ad un matrimonio.
Il suo lui arriva ed è un attore di straordinaria fighezza. Potrei anche imparare a cucinare per uno così bello. E che il regista mi metteva Alvaro Vitali? Che forse però avrebbe fatto più ridere... Bè insomma viene fuori che il cuoco amoroso è un simil stalker....Gentile per carità....ma il figaccione si avvicina a lui e gli urla in faccia un disprezzo totale. Del tipo lasciami in pace è la cosa più gentile. Non so quante volte abbiamo ripetuto la scena ma lo stalkerizzato è proprio credibile.
Io tiro fuori i fazzoletti perchè comincio a piangere all'istante. E' scoppiata definitivamente la crisi e non si sa quando ci riprenderemo. C'è chi dice il 2013. Problemi di Pil.
Non so io non amo molto i Muse. Ma c'è quel video dove la gente scoppia a piangere e mi viene alla mente...

Quella scena mi fa stare male non poco. Altre ce ne sono che mi fanno fare la fontana di Trevi. Come disse Billy Crystal "Stamattina mi è finito il dentifricio e sono scoppiato a piangere".
Quella scena mi fa ricordare qualcosa di simile e di molto sprezzante di un fu amore che credevo amore e non era neanche un carretto dei gelati. E mi manca Santo Dio.
Poi il film finisce e vado a casa. E in macchina continuo a piangere come un salice che sono.
Il primo che mi mette su Minuetto lo brucio vivo
.

La storia di Minuetto:
Come tutti sanno (non lo sapete? asini!) questa canzone fu scritta dal Califfo in persona per Mimì Martini. Racconta la storia di una vetrinista della Standa (che chiameremo Monica per evidenti motivi di privacy) che riesce con molti sacrifici ad affittarsi un appartamentino vicino al centro. Ha una storia clandestina con il ragioniere della famosa catena di negozi low-cost. Gli antesignani di Zara e Mango. Purtroppo il ragioniere (che per ovvi motivi di privacy chiameremo Gino) è sposato e con figliolanza e si approfitta solo delle arti amatorie di Monica. Monica ahilei lo sa. Lo aspetta e gli prepara favolose cene. Ma Gino è un maiale e arriva di solito a ora tarda e la possiede sul tavolo della cucina e quindi la cena va a farsi benedire. Monica non ha l'i-pod o il cd portatile (evidente epoca anni '70 in cui forse non c'era ancora il walkman) e non può neanche piangere in metropolitana ascoltando i Pooh.
Poi dopo tanto piangere e tanti piatti spaccati Monica trova Pino il fidanzato ideale e respinge con forza le avances di Gino. Che senza tristezza si butta sulla cassiera Paola. O con chiunque abbia tette...
Ma Monica mentre fa all'amore con Pino pensa ancora a Gino e sbaglia i nomi. Ma il fidanzato non se ne accorge perchè è giusta una consonante.

lunedì 23 luglio 2012

E mi parli di un feedback insieme (ma continua...)


Il concetto di vacanza è l'assoluto pensare in due modi, a mio dire:
Fingere di stare sull'isola di Caprera alla Pivieri e scrivere la Settimana Enigmatica ascoltando solo Sergio Endrigo.
Partecipare ad orgie di birre e ragazzi compiacenti. Ballando la pizzica in malo modo con forte disprezzo. Perchè la pizzica sta ai balli lisci di emiliana memoria...
Sono nera e piuttosto incazzata. Non mi vesto di nero sia chiaro per palesare un finto lutto. Sono quasi distrutta dentro ma sono sempre vestita di colori chiari che aiutano. Poi se devo deprimermi di certo ma con eleganza metto su Brian Eno.
Odio lui il bel nefasto. Ma almeno quando si celava sotto un probabile mistero aveva quel fascino. Odio lei l'amica. La saggia. La saggezza dei mie stivali. Quella che da i buoni consigli da buonista. E poi mi dice "tanto sai che è fidanzato no?" No io non lo sapevo e avrei gradito non saperlo! Se no te l'avrei chiesto che dici? Prima mi dici che tiene famiglia e poi mi dici che è accompagnato. Accompagnato da chi? Dalla mamma a scuola perchè è stato malato? Accompagnato dal padre al bordello negli anni 50 prima che li chiudessero per l'iniziazione?
Però poi io immagino delle storie su queste mezze frasi d'amica. E quei consigli che funzionavano come la dieta della Dottoressa Tirone.
Ah proposito della Dottoressa? Ma è veramente morta? O semplicemente ha cambiato identità?
E quelle mitiche frasi da amicona "ah non andare con certi tipi che prima ti usano e poi ti buttano?" Ma perchè non potrebbe essere il contrario che io li uso....Si li uso poi qualcuno da fuori la stanza inizia a farmi una serenata con Minuetto...Sono già stata più che esplicita che quella canzone nessuna la deve suonare mentre sono nelle vicinanze.
Però ho già fatto un quadro preciso della mia situazione. Amo troppo mettermi lì e pensare a cosa farò. Bè sarò semplicemente me stessa.
Poi mi sovviene che lui mi disse "Innamorati di uno bello che ti spezzerà il cuore e poi torna da me"
Ma il cuore me l'hai già spezzato tu...Lo so che un giro all'English School me lo farò. Lo so che non ci sarai. Lo so che mi apparirai per dirmi "Hai visto?
Questi fantasmi.


continua...