"A me un mondo così fa cagare - cit. Mario Adinolfi"
Fin da piccola desideravo stare da sola. E finalmente alla soglia delle 40 primavere l'ho fatto. Troppo tardi too late for me*.
Vivere sola è il mio sogno fin da infante ma tendo a ripetermi. E' stata la magic America* ad ispirarmi. Da quei telefilms a colori in qualche metropoli alla New York tutti vivevano soli e uscivano bellamente dopo il lavoro a caccia di avventure. Così anche il caro Patrick Bateman.
Immaginavo di portarmi a casa avventure storiche o semplici bidoni.
Così è stato.
Avevo capito ciò di cui avevo bisogno. Poter dare all'aria alla pancia come da desiderio impellente.
Potevo mangiare a qualsiasi ora.
Potevo piangere quando volevo.
Potevo parlare analizzandomi in ogni occasione.
Ciò che non mi era chiaro è che sola sarei stata sempre.
Quella orribile realtà che quando hai bisogno di un caro amico ma anche di un semplice prete spretato c'è il vento gelido.
E questi orrendi telefoni che ci hanno fatto condannare alla solitudine. Tranne pochi momenti felici in cui ti dimentichi che lo possiedi perché sei con una persona che ti piace o con gli amici che ti fanno stare bene.
E' un mondo che fa schifo un mondo che ha rinunciato a stare un pò solo senza fare danni.
Ma adesso urge fare altro e tristemente saluto.
Ma che non sia un nuovo inizio per questo piccolo diario del cuore.
Ascoltando il testo ho capito un sacco di cose di me. Ecco a voi shame.
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