Gente che deve stare in casa.
Gente comunque.
Ma la solitudine che mi tocca la coltivo come un fiore. Una quercia.
Ricordi di quanto mi ha fatto male la solitudine quando avevo un bisogno necessario di amici o finti amici.
Quanto faceva male aspettare che qualche figlio di troia si degnasse di un cenno nei miei confronti.
E io lì a fare da tappetto grinzoso a chiunque.
L'insicurezza mia sicura compagna.
Però poco tempo fa all'ennesimo inutile che mi sono fatta piacere è scattata la salvezza con la Esse maiuscola come il mio nome.
INDIFFERENZA
Ho capito che non ero capace di amare ma neanche m'importava più di tanto.
Ci ho girato intorno dai 17 anni in su. Anche se l'avevo capito intorno ai 12 anni.
Ho capito che volevo disperatamente compagnia ma che da sola ce la potevo fare.
iNDIFFERENZA COME SENTIMENTO GIOIOSO.
Sia benedetta questa solitudine imposta.
Sia benedetto il silenzio.
Sia benedetta la campagna intorno che mi fa sorridere.
Ai figli di troia e alle figlie di puttana: camperete tantissimo non preoccupatevi.
E sarà più ridolini le prossime volte. Perchè di risate c'è sempre più bisogno.
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