Il massimo dell'inettitudine il sabato sera, prima del cinema e senza volere bere 4 bottiglie di vino che non mi saranno pagate, è andare al Mcdonalds. Chiunque sia sull'orlo del suicidio o nel baratro della droga se va un sabato sera al famoso locale si loda dei propri fallimenti. Ne esce speranzoso. C'è un massa di gente indecifrabile. Certe facce da milanisti sono riconoscibili ad occhi chiusi. Per alcuni sembra che la partita del pomeriggio sia stata la finale di coppa Uefa. O più un simile colpa del Nonno. Ma non so resistere al trash Usa. Per non farmi mancare niente mi faccio una vasca corta anche all'annesso centro commerciale. In chiusura. Non mi fanno entrare al reparto tecnologico e dò in escandescenze perché devo vedere se c'è un'offerta (tarocca) sull'I-Pod. Alcune coppie mi guardano schifata. Peccato che non siano celebrities di memorabile bellezza. La crisi sta arrivando. E' già conclamata ma è silenziosa.
Arrivo al cinema.
Il multisala si trova sopra una caterva di negozi. Un simil centro commerciale. Per mia fortuna i suddetti hanno già chiuso se no potrei spendere per consolarmi della crisi. E' qui la sento. Non bussa ma entra lo stesso.
Anche qui simil coppie che si accingono alla cena o alla mia stessa sala di cinema. Una che conosco per via traverse la incontro nell'estasi che è suprema dell'amore. Però noto una certo grasso che cola della Lei amata e mi dico "è sposata da 4 mesi e non è incinta. Meglio che non mi sposi o al massimo con un chirurgo plastico".
Eppure mi sforzo di sorridere in questo mondo infamone. Persino alla ragazza che mi strappa il biglietto ma non mi saluta. O si sbaglia e mi dice buongiorno?
Entro in sala dopo un viale stile privè che ha un che di sconvolgente. Il film dovrebbe cominciare quasi subito ma non c'è nessuno. Ma poi la fauna da film scanzonato/impegnato arriva. Coppie carine da giovani a più mature. Compagnie di amici/amiche ma soprattutto amiche. Gay pochi. Omofobici credo zero dopo che ad un altro film del regista gay su gays un signore fu schifato di baci maschili e inveiì contro lo schermo (ma nessuno gli aveva detto che era un film un pò da froci).
Dopo un'attesa che pare infinita il film ha inizio.
E' carino. Niente di sconvolgente. Ci sono delle apparizioni dal passato. Ad un certo punto il protagonista organizza una cena per quello che crede il suo grande amore. Fa la spesa per un reggimento. Imbandisce una tavola che neanche ad un matrimonio.
Il suo lui arriva ed è un attore di straordinaria fighezza. Potrei anche imparare a cucinare per uno così bello. E che il regista mi metteva Alvaro Vitali? Che forse però avrebbe fatto più ridere... Bè insomma viene fuori che il cuoco amoroso è un simil stalker....Gentile per carità....ma il figaccione si avvicina a lui e gli urla in faccia un disprezzo totale. Del tipo lasciami in pace è la cosa più gentile. Non so quante volte abbiamo ripetuto la scena ma lo stalkerizzato è proprio credibile.
Io tiro fuori i fazzoletti perchè comincio a piangere all'istante. E' scoppiata definitivamente la crisi e non si sa quando ci riprenderemo. C'è chi dice il 2013. Problemi di Pil.
Non so io non amo molto i Muse. Ma c'è quel video dove la gente scoppia a piangere e mi viene alla mente...
Quella scena mi fa stare male non poco. Altre ce ne sono che mi fanno fare la fontana di Trevi. Come disse Billy Crystal "Stamattina mi è finito il dentifricio e sono scoppiato a piangere".
Quella scena mi fa ricordare qualcosa di simile e di molto sprezzante di un fu amore che credevo amore e non era neanche un carretto dei gelati. E mi manca Santo Dio.
Poi il film finisce e vado a casa. E in macchina continuo a piangere come un salice che sono.
Il primo che mi mette su Minuetto lo brucio vivo
.
La storia di Minuetto:
Come tutti sanno (non lo sapete? asini!) questa canzone fu scritta dal Califfo in persona per Mimì Martini. Racconta la storia di una vetrinista della Standa (che chiameremo Monica per evidenti motivi di privacy) che riesce con molti sacrifici ad affittarsi un appartamentino vicino al centro. Ha una storia clandestina con il ragioniere della famosa catena di negozi low-cost. Gli antesignani di Zara e Mango. Purtroppo il ragioniere (che per ovvi motivi di privacy chiameremo Gino) è sposato e con figliolanza e si approfitta solo delle arti amatorie di Monica. Monica ahilei lo sa. Lo aspetta e gli prepara favolose cene. Ma Gino è un maiale e arriva di solito a ora tarda e la possiede sul tavolo della cucina e quindi la cena va a farsi benedire. Monica non ha l'i-pod o il cd portatile (evidente epoca anni '70 in cui forse non c'era ancora il walkman) e non può neanche piangere in metropolitana ascoltando i Pooh.
Poi dopo tanto piangere e tanti piatti spaccati Monica trova Pino il fidanzato ideale e respinge con forza le avances di Gino. Che senza tristezza si butta sulla cassiera Paola. O con chiunque abbia tette...
Ma Monica mentre fa all'amore con Pino pensa ancora a Gino e sbaglia i nomi. Ma il fidanzato non se ne accorge perchè è giusta una consonante.
Finalone! Brava Mara!
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